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Cloud computing e SaaS

Efficienza, affidabilità, risparmio

Nel contesto economico di oggi, tutti cercano di ridurre i costi di struttura.

Eliminate l'onere di mantenere e aggiornare i vostri PC, passate ad una gestione centralizzata dei desktop degli utenti, aumentate la sicurezza e risparmiate fino al 50% della spesa energetica.

Cloud computing e Software as a Service...

Articolo Economist"The Battle over Cloud Computing"
Il Cloud Computing è il tema
dell'Economist di questa settimana
Leggi qui l'articolo in inglese

THERE is nothing the computer industry likes better than a big new idea—followed by a big fight, as different firms compete to exploit it. “Cloud computing” is the latest example, and companies large and small are already joining the fray. The idea is that computing will increasingly be delivered as a service, over the internet, from vast warehouses of shared machines. Documents, e-mails and other data will be stored online, or “in the cloud”, making them accessible from any PC or mobile device. Many things work this way already, from e-mail and photo albums to calendars and shared documents.

This represents a big shift. If you store more and more things online, and access more and more software through an ordinary web browser....Leggi tutto


"Azure, ciò che serve è online. Così Microsoft va sulle nuvole"

MICROSOFT ha svelato oggi Windows Azure, la sua carta più importante da giocare in un mondo dell'informatica che va sempre più su internet, "on the cloud" (sulle nuvole), come dicono gli esperti. Azure arriverà in autunno - hanno detto al Worlwide Partner conference di New Orleans - ed è un sistema operativo a tutti gli effetti, anche se rivolto per fini specifici, ad aziende e sviluppatori. Ci si collega ad Azure e si trova un ambiente con un set di servizi, applicazioni, spazio disco e potenza di calcolo. Come un computer completo e vestito di tutto punto, con gli strumenti di lavoro che servono, disponibile via internet a chiunque paghi il dovuto.

E da oggi sono noti anche i prezzi. Ci saranno tariffe a consumo e sconti per chi sceglie pacchetti semestrali. Eccone un assaggio: Microsoft chiederà 12 centesimi di dollaro all'ora per il computing, 15 centesimi per gigabyte per lo spazio disco e 10 centesimi ogni 10 mila operazioni su disco. Per la banda di rete il prezzo è di 10-15 centesimi per gigabyte trasferito.

Insomma, l'informatica che diventa "un tanto al chilo": è un ulteriore passo verso la sua smaterializzazione, perché l'utente utilizza risorse senza possederle, quando e quanto vuole, pagando in proporzione. Azure va nella stessa direzione della versione online di Office 2010, annunciata ieri.

In particolare, Azure sposta sui server di Microsoft, accessibili via internet, tutta l'intelligenza necessaria per usufruire di servizi per le aziende e programmatori (Live Services, Sql Services, .Net Services, Share Point Services e Dynamics Crm Services).

"È una mossa strategica molto importante per Microsoft e il mondo dell'informatica", commenta Frank Gillette, analista di Forrester Research. Per prima cosa, è un passo fondamentale verso la diffusione del cloud computing, perché è fatto dalla più grande azienda d'informatica al mondo, che ha basato il proprio potere economico finora su un modello di business più "materiale", con software da installare. In secondo luogo, "Microsoft presenta un'offerta più economica e con migliori livelli di servizio garantiti, rispetto ai concorrenti, Amazon e Google, che hanno analoghe proposte di cloud computing per le aziende". Microsoft prevede che le aziende risparmieranno il 60 per cento dei costi avere certi servizi, utilizzando Azure invece di acquistare software tradizionali.

Certo, Azure non è rivolto agli utenti da casa, "ma anche per loro questa mossa avrà conseguenze", continua Gillette. "Azure permette alle aziende di offrire servizi agli utenti risparmiando sui costi software. Significa che nei prossimi anni arriverà una maggiore varietà di servizi sul web, anche da parte di piccole aziende innovative dotate di basse capacità di spesa".

Se già adesso il mondo del web 2.0 ci appare affollato, aspettiamo di vedere quello che accadrà fra poco. "Anche un programmatore amatoriale, senza costi di infrastruttura, può sviluppare un servizio mettendolo poi su Azure. E da lì altri lo possono poi utilizzare e anche aggregare con altri servizi, visto che Azure si basa su standard internet aperti", dice Riccardo Sponza, manager della divisione sviluppo di Microsoft. "Per esempio, mettere sul proprio blog un servizio di geo-localizzazione, per trovare amici, ospitato su Azure", continua.

Azure è inoltre un passo che la dice lunga sulle intenzioni di lungo periodo. "Prima o poi arriverà un sistema operativo Windows tutto online per gli utenti domestici, antagonista di quello che sarà Google Chrome Os. Microsoft ci lavora attraverso un progetto con il nome in codice Midori". Quella che si prepara è una vera rivoluzione.
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